Guillaume Faye – Archeofuturismo e Il sistema per uccidere i popoli

ebookwcom000000002198faArcheofuturismo                                                                     Il sistema per uccidere i popoli

Qui esposti i testi più importanti di Guillaume Faye che  propone un pensiero volontarista, faustiano, marcatamente nietzscheano e portatore di un neopaganesimo postmoderno. La sua visione del mondo esalta la tecnoscienza visionaria dello spirito europeo. In quest’ottica Faye propone una biopolitica positiva particolarmente radicale, esaltata anche come possibile via per far fronte alla crisi demografica che minaccia l’Europa.

Da un punto di vista più politico, nella prima parte del suo percorso culturale Faye adotta vedute particolarmente anti-occidentaliste e apertamente terzomondiste. In quest’epoca, durata fino a metà degli anni ’80, Faye designa come nemico principale il mondo occidentale a guida USA, contro il quale tutti i popoli liberi e radicati nelle proprie tradizioni devono far fronte comune. Le sue riflessioni sul Sistema come entità acefala ed autoregolantesi anticipano le dinamiche dell’attuale globalizzazione e richiamano alla mente alcune tesi di Michel Foucault sulla microfisica del potere.

A partire dalla fine degli anni ’90, Faye ha invece sviluppato un’autocritica che coinvolge soprattutto le sue vedute di un tempo a proposito dell’Islam, da lui ora indicato come nemico giurato dell’Europa. In quest’ultima fase della sua attività metapolitica, Faye denuncia l’immigrazione allogena come una forma di colonizzazione di popolamento. Nel libro L’Archéofuturisme (Paris, l’Æncre, 1998), Faye elabora l’archeofuturismo, una “sintesi” ispirata alla Rivoluzione conservatrice fra arcaismo (cioè ‘fondamento’, ‘inizio’, ‘stimolo fondatore’, cioè il continuo richiamo ai valori ancestrali di matrice indoeuropea presenti nel sangue dei popoli del continente, come la fedeltà e l’onore) e futurismo (inteso come ‘dinamismo’, ‘volontà di potenza’, ‘proiezione nel futuro’, o, più semplicemente, il desiderio di forgiare un popolo europeo nel futuro e per il futuro, senza mai perdere di vista l’ambizione, l’indipendenza, la creatività e la potenza). Questa “sintesi culturale” che si ispira alle riflessioni di Friedrich Nietzsche e di Giorgio Locchi, riprende e fonde sia concetti presi da questi due filosofi che le riflessioni di Evola, Marinetti e Heidegger:

«Bisogna riconciliare Evola e Marinetti, […] [riprendere] il pensiero organico, unificante e radicale di Friederich Nietzsche e Martin Heidegger; pensare insieme la tecno-scienza e la comunità immemorabile della comunità tradizionale. Mai l’una senza l’altra. Pensare […] l’uomo europeo a un tempo come il deinatatos («il più audace»), il futurista, e l’essere di lunga memoria. Globalmente il futuro richiede il ritorno dei valori ancestrali, e questo per tutta la Terra». (G. Faye, Archeofuturismo, Cusano Milanino, SEB, 2000, p. 82)

L’archeofuturismo- sviluppatasi sul solco della Nouvelle Droite, del Movimento völkisch, del nazionalismo europeo e del federalismo etnico con l’aggiunta dell’islamofobia – si contrappone all’egualitarismo “giudaico-cristiano” «Sorta dall’evangelismo laicizzato, dal mercantilismo anglosassone e dalla filosofia individualista dei Lumi, […] [che] è riuscita a realizzare il suo progetto planetario, basato sull’individualismo economico, l’allegoria del progresso, il culto dello sviluppo quantitativo, l’affermazione di astratti “diritti dell’uomo”» (Ibidem, pp. 55, 56), viene elaborata da Faye per contrastare quella che lui definisce come una “convergenza delle catastrofi” che sta minacciando l’Occidente – concetto estraneo alle vecchie elaborazioni fatte ai tempi de Il sistema per uccidere i popoli – e cioè la “colonizzazione di popolamento” da parte dei popoli del Sud del mondo e da parte di quelli dei paesi islamici, seguita da una catastrofe causata da una “crisi economico-demografica europea” – cioè il rallentamento economico a causa dell’invecchiamento della popolazione continentale e della denatalità -, a cui farà seguito il “caos sociale” nel Sud del mondo causato da una serie di tensioni esplosive a seguito dell’occidentalizzazione forzata e dai relativi squilibri, con l’emersione di poche oligarchie ricche affiancate da masse di diseredati, una grave “crisi economico-finanziaria” che partirà dall’estremo Oriente che, come effetto della globalizzazione, si espanderà in tutto il globo terrestre e la rinascita dei fanatismi religiosi e dei fondamentalismi, come quello islamico. Secondo Faye l’Occidente secolarizzato farà fatica a resistere allo scontro etnico-religioso tra Nord e Sud del mondo e alla crisi ambientale, che piegheranno l’Europa.

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